Zisa. Un luogo vecchio e giovane.

Zisa. Un luogo vecchio e giovane.

Zisa. Un luogo vecchio e giovane.

di Fabio Rizzo

Strade strette, strettissime dove bambini piccoli e grandi giocano insieme. Accanto a loro alle volte ci sono anche gli spacciatori che cercano di piazzare la loro “roba”. È la realtà della Zisa: tante anime in una sola. Bellezza e degrado, passato e futuro, bambini e anziani e da qualche tempo anche i migranti che stanno cambiando il volto della zona e che ormai sono parte integrante del quartiere. Ghanesi, tunisini e marocchini, soprattutto. Per strada si vedono ragazzi di 17 anni giocare con bambini molto più piccoli, si possono ascoltare i racconti di persone con vite dolorose alle spalle che cercano di dare buoni insegnamenti ai bambini per far sì che i loro sbagli non vengano ripetuti e si incontrano Masha o uno Chow-Chow, cani randagi che passeggiano per le stradine del quartiere. Da un po’ di tempo le cosa stanno cambiando. In meglio. Soprattutto dal punto di vista del controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine. La Zisa è un luogo in continua evoluzione. I ragazzi stanno finalmente iniziando ad avere più opportunità per crescere bene. Grazie all’impegno di tante persone, come gli operatori del Centro Tau e i frati della parrocchia di Sant’Agnese che si battono per i diritti dei ragazzini di Danisinni e organizzano varie attività per farli diventare un giorno “cittadini attivi”, capace di esprimere le loro idee e i loro pensieri.

Fabio Rizzo