giovedì 25 aprile 2019
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Shazam, un «mitico» acronimo

Shazam, un «mitico» acronimo

Recensione in collaborazione con Andrea Lo Coco

Billie Batson, (interpretato da Angel Asher) il protagonista di Shazam, dopo aver perso di vista la madre all’età di tre anni e l’essersi visto sballottato qua e là tra i servizi sociali e diverse famiglie affidatarie, si ritrova fra le amorevoli cure di Victor e Rosa Vasquez. A loro volta, questi ultimi hanno alle spalle un’infanzia passata in una famiglia affidataria. Billie, ancora voglioso di incontrare la madre, decide di scappare: è in questo momento che incontra il nostro mago Shazam.

43295844722_e168f8f97e_bIl nome, che può sembrare essere scelto da un bambino di dieci anni, è in realtà un acronimo che nasconde i 6 nomi dei dei greci che hanno fatto sì che il nostro eroe diventasse verità: S di Salomone, H di Hercules, A di Atlante, Z di Zeus, A di Achille e M per Mercurio.

La storia è piena di scene divertenti, apprezzabili e che all’occorrenza sanno anche sborsare perle di saggezza. L’evoluzione di Billie è una delle crescite più importanti che si possano vedere nella storia della filmografia recente. Apprezzare quello che si ha non è mai facile, soprattutto con un passato rocambolesco alle spalle. E scoprire quali sono le persone importanti intorno a noi è ancora più difficile.

Shazam è un film da vedere non solo per passare due ore nella sala del cinema a ridere. Shazam può far capire in che modo possiamo accettare e superare le disgrazie che potrebbero esserci capitate lungo questo lungo percorso chiamato vita, senza dimenticarle, ma capendo che sono e faranno sempre parte di noi, sono le parti che ci rendono quello che siamo.

In Shazam, oltre all’importante messaggio lanciato allo spettatore, sarete felici di vedere alcuni degli attori che ci hanno accompagnato durante l’infanzia e non: Zachary Levy (da Chuck), Mark Strong (da Lanterna Verde), Ross Butler (da 13) e Adam Brody (da The O.C.). Vedere tutte queste persone, che in un modo o nell’altro ci hanno “aiutato” a crescere, è una delle parti migliori della pellicola, secondo il parere di chi scrive.

Tirando le conclusioni, Shazam fa ridere, è un bel lungometraggio in generale, ma soprattutto per tutto ciò che vi sta dietro.