giovedì 12 dicembre 2019
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Amore animale

Amore animale
Di Gianluca Abbia
500-700 mila. È questo il numero di randagi registrato in Italia negli ultimi anni. Un numero molto preoccupante. Ma molto più preoccupanti sono i motivi per cui il randagismo continua a crescere. Il motivo principale: l’incoscienza. La convinzione di non aver preso con sé un essere vivente, ma un oggetto appunto, da poter prendere, accarezzare e abbandonare quando gli impegni si fanno più duri.
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Adottare un cane, come qualunque altro animale, comporta invece una responsabilità. Comporta la consapevolezza di impegnarsi a donare amore, tempo e risorse ad un animale che di sicuro saprà ricambiare, donando completamente la propria esistenza a fianco di chi lo ha preso con sé.
Razze diverse, responsabilità diverse,ma un unico impegno: NON ABBANDONARLO. Un cane si fida di noi, ci difende, ci aiuta nei momenti di difficoltà, ci aspetta dietro la porta di casa e abbandonarlo, oltre ad essere un reato, è umanamente un gesto deplorevole, vergognoso.
Sentire guaiti e pianti provenienti da cassonetti, o ritrovare cucciolate in giro per le campagne è un fenomeno sempre più frequente, soprattutto in Sicilia, Regione nella quale fino allo scorso anno si contavano circa 90 mila randagi sul territorio, guadagnandosi di fatto il primo posto tra le regioni con più abbandoni canini in Italia.
Adottare un cane è una responsabilità prima di tutto umana, educarlo è una responsabilità umana e lo è anche tenerlo, e quindi anche abbandonarlo! Un cane abbandonato può diventare aggressivo, territoriale, affamato, disperato; può attaccare per difesa e provocare una tragedia. Anche la responsabilità di una possibile tragedia può divenire una responsabilità umana.
Perché un animale è un animale e come tale segue l’istinto, differentemente dall’essere umano che come tale si differisce dalle altre razze per la cosiddetta “intelligenza razionale” la quale, però, innesca la cattiveria; sì, la cattiveria vera. Perché la cattiveria è soltanto umana, non animale.
Come diceva il grande Antonio De Curtis, in arte Totò: «un cane val più di un cristiano. Lei lo picchia e lui le è affezionato l’istesso, non gli dà da mangiare e lui le vuole bene l’istesso, lo abbandona e lui le è fedele l’istesso. Il cane è nu signore, tutto il contrario dell’uomo. (…) Io mangio più volentieri con un cane che con un uomo».



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