giovedì 25 aprile 2019
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«Quante lingue parli, tante persone sei»

«Quante lingue parli, tante persone sei»

Da un censimento dell’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) del 1° Gennaio 2018  è risultato che gli stranieri residenti nel Bel Paese ammontano a 5.144.440. Una bella cifra, no? Eppure nella nostra società continuiamo a percepire lo straniero come qualcosa di distante dalla nostra quotidianità, fenomeno che pare stia dilagando particolarmente proprio in Italia.

Inoltre, secondo l’EF EPI (l’indice di conoscenza dell’inglese) 2018, l’Italia per conoscenza della lingua inglese si classifica al 24esimo posto su 34 nel continente Europeo e al 34esimo su 88 paesi o regioni del mondo.

Adesso forse vi starete chiedendo chi si trovi al primo posto, chi sarà mai questa nazione-genio che è riuscita a domare il Mostro fino ad arrivare in vetta alle classifiche? La risposta è: la Svezia, che non a caso rientra anche nella Top 10 dei Paesi più felici al mondo. Invidia, eh?

Ma adesso arriviamo al nocciolo della questione: quanto è importante, in una società in continuo movimento e spostamento, in costante contatto e scambio, conoscere una o più lingue straniere? Certo, è importante tenere sempre ben presenti le proprie origini e radici, ma da siciliana posso dire di avere una particolare flessibilità a tal proposito perché la mia isola è stata teatro di una moltitudine di culture che nei secoli si sono avvicendate, lasciando ognuna i propri segni.

Basti pensare a quante parole arabe hanno influito sul dialetto siculo, o al mio stesso nome (Esdra) che deriva dall’ebraico! Allora sì, distacchiamoci dall’ottica in cui ciò che siamo è vincolato al presente e riflettiamo di più sul nostro passato, approfondendo la storia e il percorso che ci ha portati a questo punto.

Il bisogno di comunicare fa parte della natura umana e le lingue sono l’arte prodotta da questa necessità. Quest’ultima è la stessa che ci spinge ad imparare altre lingue, in modo da poter abbracciare uno spettro più ampio di umanità. Inoltre è stato scientificamente provato che il nostro umore e il nostro modo di reagire alle situazioni cambia in base alla lingua che stiamo usando.

Una volta un mio amico esclamò «parlare in spagnolo mi fa cambiare stato d’animo, mi mette gioia», e ai tempi lo presi per pazzo perché non capivo, non sapevo. Tuttavia col tempo e l’esperienza ho realizzato che la conoscenza delle lingue ci permette di arricchire il nostro bagaglio culturale e rappresenta un valore aggiunto nello studio, nel mondo del lavoro, nella società e anche nel rapporto con noi stessi.

Per concludere, il detto ungherese che dà il titolo a questo articolo rispecchia in pieno l’importanza delle lingue nella nostra vita, poiché è proprio la parola che ci distingue dagli altri animali, che ci permette di creare dei ponti tra le persone e che ci rende flessibili e liberi di esprimere noi stessi come preferiamo.