mercoledì 22 settembre 2021
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Che bella questa piazza!

Che bella questa piazza!

Che bella questa piazza!

È un crocevia di culture, odori, corpi e situazioni, è il simbolo perenne di tutti i luoghi lontani che qui, però, sono tutti vicini fra loro, quasi fusi insieme. A Piazza Garraffello sento l’Africa e il Medioriente. Vedo spezie finora mai annusate, semi mai sgranocchiati; ma c’è anche aria fredda durante queste torride giornate d’agosto, sono i turisti norvegesi, finlandesi insomma quelli del Nord Europa, e sono proprio qui, ma chi l’avrebbe mai detto? A Palermo. Sarà che questa semplicità, questa vita popolare e a rallentatore, sicuramente surreale per chi è abituato all’autobus in anticipo, colpisce e lascia il segno nelle teste di tutti e tutte, alimenta ricordi buoni. Affascina. Strega.
Al mattino presto, quando ancora tutti dormono, c’è Pino già al lavoro, uno dei pochi pescivendoli di questa piazza; ha il pesce sempre fresco, di tutti i mari del mondo. Ha pure il salmone norvegese e chissà se i turisti del Nord lo sanno. Poco più tardi, con puntualità svizzera, la signora Concetta si affaccia dal balcone di casa sua, proprio sopra la panineria dello zio Franco, per scrutare – quasi fosse una detective – le genti che passeranno, che esse siano della Vucciria o di un mondo nuovo, estraneo e imperscrutabile per chi, di mondo nuovo, sa poco e niente.
E ascolta anche, ascolta ogni cosa, gustandosi scene di vita quotidiana, vivendo il caos della piazza, diventando anche lei parte di quel caos, parte di quella vita e di quelle vite. La vita del pescivendolo, quella dello zio Franco o quella, nuovissima, di Karim: un ragazzo del Marocco arrivato qualche giorno fa e già accolto come chi in questo luogo, in questo piccolo mondo antico, ha messo radici ormai da tanto tempo. Quante sensazioni, quante emozioni, quanta vita vera… che bella questa Piazza!

Alessandro Di Liberto